Venezuela parte 2: Canaima e Salto Angel

Quando si viaggia ci sono pochi posti che ti lasciano un ricordo perfetto sotto ogni punto di vista: la laguna della Gran Canaima è uno di questi.

Quando si dice “Canaima” ci si dovrebbe riferire al Parco Nazionale di Canaima, un territorio vastissimo – 30.000 km quadrati – che include anche la Gran Sabana; in gergo turistico con “Canaima” si intende l’area che circonda una vasta laguna nella quale cadono cascate potentissime e dalla quale partono le escursioni in barca lungo il torrente Carrao per raggiungere l’ Auyantepui dove ammirare la cascata più alta del mondo, il Salto Angel.

Ma andiamo per ordine.

Dall’aeroporto di Puerto Ordaz raggiungete il minuscolo aeroporto vicino la laguna di Canaima dopo un’ora di volo e in poco tempo venite raccolti e portati al vostro resort; tutte le strutture ricettive si trovano intorno alla laguna e la prima cosa che noterete è il rumore lontano ma potente delle cascate e non vedrete l’ora di visitarle e fotografarle, ma preparatevi all’esperienza di attraversale!

Consiglio di rimanere 2 notti e 3 giorni e il primo giorno andare alle cascate vicine, basse ma possenti e spettacolari. La gita consiste nell’attraversare la meravigliosa laguna in barca e dopo una breve camminata raggiungere la cima di una cascata dove c’è poca acqua e potete ammirare una vista dell’intera laguna

Canaima lagoon-6616
Panorama della laguna di Canaima

Dopo questo assaggio di bellezza venezuelana si scende verso il Salto Sapo e si passa “sotto” la cascata; è più corretto dire che si passa dietro la cascata, ma in alcuni punti dovrete passare sotto il getto d’acqua e assaggiare la potenza di questa cascata. In pochi istanti sarete zuppi e felici. L’obiettivo di questa passeggiata non è però bagnarsi in modo assurdo o passare nella pancia di una forza della natura, ma è quello di arrivare dall’altro lato della cascata e godere di un panorama che, almeno io, non dimenticherò mai più. Spero la foto parli al posto mio.

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Salto Sapo

Dopo “l’aperitivo” del Salto Sapo si torna indietro e si raggiunge il Salto Hacha. Questa cascata è davvero potente e le guide si offrono di accompagnarvi attraverso di essa a patto di fare attenzione a dove mettete i piedi. Dovete assolutamente provare l’esperienza di passare sotto una cascata così potente come il Salto Hacha perchè vi farete un sacco di risate e allo stesso tempo apprezzerete la potenza sovrastante della natura. Vi avviso che fare una buona foto senza inzuppare l’attrezzatura fotografica non è facile, soprattutto se il vostro obiettivo è trovare un inquadratura abbastanza vicina al getto d’acqua da poter catturare  l’energia sprigionata dalla caduta d’acqua.

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Salto Hacha

Dopo tutta quest’acqua sarete felici di tornare nel resort, cenare e riposare nell’amaca sotto le stelle per prepararvi alla giornata successiva.

Il secondo giorno è solitamente dedicato alla gita al Salto Angel. Questa gita non è per tutti: si deve risalire il “torrente” Carrao (lo chiamano torrente ma è largo come il Po!!) in una barchetta agile ma molto spartana che dopo quasi 3 ore di viaggio metterà alla prova la vostra schiena. Il viaggio è scomodo ma è divertentissimo perché le guide di etnia Pemon vi mostreranno le loro doti di fenomenali marinai attraversando le rapide in scioltezza. Dopo quest’esperienza il rafting vi sembrerà roba per femminucce.

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Foto fatta col cellulare, noi dovevamo passare lì in mezzo!!

Arrivati al campo base per le gite al Salto Angel partirete subito per la “passeggiata” nella giungla per salire ai piedi della cascata, che a ritmo veloce e sportivo necessita un’ora e 5 litri di sudore. Una volta arrivati potrete “lavarvi” tuffandovi nel bellissimo laghetto che si forma tra le piccole rapide vicino ai piedi del Salto Angel. Vi avviso, se vi aspettate una cascata potente e rumorosa rimarrete delusi: il Salto Angel è talmente alto -1 km! – che l’acqua durante la caduta “fluttua” leggermente e forma un getto morbido e sinuoso.

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Salto Angel

Quando si torna al campo base per concludere in bellezza vi aspetta una fantastica grigliata di pollo alla Pemon e poi tutti a dormire all’aperto nelle amache (non vi preoccupate avrete un tetto sopra le vostre teste).  All’alba tutti pronti per risalire in barca e percorrere il fiume verso il resort per la colazione e in tempo per prendere l’aereo di ritorno verso Puerto Ordaz nel caso scegliate la formula 2 notti-3 giorni (secondo me ideale).

I 3 giorni a Canaima sono stati realmente entusiasmanti, ho visto luoghi pazzeschi, mi sono divertito un sacco e ho conosciuto ragazzi davvero in gamba – i Pemones della zona- con tanta voglia di lavorare e di farvi apprezzare i loro territori. Se andate in Venezuela la laguna di Canaima è una tappa obbligata, senza se e senza ma.

Concludo con un’informazione di servizio: il resort in cui alloggiavamo era di ottimo livello ma purtroppo non ne ricordo più il nome; se vi rivolgerete ad Italcaribe come abbiamo fatto noi sarete sicuramente accomodati lì e vi godrete i 3 giorni a Canaima al 100%

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